Fatica
Definizione medica del termine Fatica
Ultimi cercati: Acroparestesìa - Acromìa - Anticolinèrgici - Piombo - Disfagìa
Definizione di Fatica
Fatica
Condizione fisiologica che si realizza quando un muscolo, sottoposto a stimoli ripetuti di una certa intensità e frequenza, riduce progressivamente la sua capacità contrattile, fino a raggiungere uno stato di esaurimento, caratterizzato dalla mancanza di risposta agli stimoli nervosi.
La fatica è dovuta al massimo consumo e all’esaurimento dei materiali energetici di riserva del tessuto muscolare (glicogeno in particolare), nonché all’accumulo in esso di acido lattico e di altre scorie cataboliche, che hanno la proprietà di inibire l’eccitabilità delle fibre muscolari.
I muscoli, resi ineccitabili dalla fatica, riacquistano le loro normali capacità contrattili dopo un adeguato periodo di riposo, durante il quale vengono allontanati i cataboliti tossici e ripristinate le riserve energetiche cellulari.
La fatica provoca alterazioni caratteristiche di vari organi e apparati, che concorrono a creare la sensazione di pesantezza del lavoro compiuto: aumento della frequenza del polso e del respiro, ridotta sensibilità delle strutture muscolari alle sollecitazioni volontarie provenienti dai centri nervosi, sudorazione profusa ecc.
Il rendimento del lavoro muscolare si riduce progressivamente, anche per via di fattori psichici e comportamentali (come l’ansia, il nervosismo, l’apprensione) che il soggetto affaticato avverte con crescente intensità e che, in senso strettamente fisiologico, vanno considerati come segnali trasmessi al cervello da propriocettori muscolari, i quali fanno insorgere nel soggetto il desiderio compulsivo o la necessità di interrompere lo sforzo fisico intrapreso.
La componente psichica dell’affaticamento pare anche dovuta alla specifica attività neurotossica dei cataboliti acidi formati nei muscoli e convogliati quindi al sistema nervoso centrale attraverso il torrente circolatorio.
Sforzi protratti oltre il limite della fatica fisiologica possono arrecare gravi danni all’organismo, in quanto capaci di produrre spasmi muscolari, disturbi respiratori, aumento della pressione arteriosa, emorragie specie a carico del cervello.
L’allenamento, cioè l’abitudinaria ripetizione di un esercizio muscolare, ritarda la comparsa dei sintomi della fatica.
Ciò è dovuto a vari fattori concomitanti: l’aumento delle masse muscolari, che innalza il livello dell’attività fisica individuale; il migliore rendimento del lavoro dei muscoli, legato alla maggiore perizia con la quale l’esercizio fisico viene compiuto; il più preciso controllo nervoso sui diversi momenti dell’attività muscolare.
La fatica è dovuta al massimo consumo e all’esaurimento dei materiali energetici di riserva del tessuto muscolare (glicogeno in particolare), nonché all’accumulo in esso di acido lattico e di altre scorie cataboliche, che hanno la proprietà di inibire l’eccitabilità delle fibre muscolari.
I muscoli, resi ineccitabili dalla fatica, riacquistano le loro normali capacità contrattili dopo un adeguato periodo di riposo, durante il quale vengono allontanati i cataboliti tossici e ripristinate le riserve energetiche cellulari.
La fatica provoca alterazioni caratteristiche di vari organi e apparati, che concorrono a creare la sensazione di pesantezza del lavoro compiuto: aumento della frequenza del polso e del respiro, ridotta sensibilità delle strutture muscolari alle sollecitazioni volontarie provenienti dai centri nervosi, sudorazione profusa ecc.
Il rendimento del lavoro muscolare si riduce progressivamente, anche per via di fattori psichici e comportamentali (come l’ansia, il nervosismo, l’apprensione) che il soggetto affaticato avverte con crescente intensità e che, in senso strettamente fisiologico, vanno considerati come segnali trasmessi al cervello da propriocettori muscolari, i quali fanno insorgere nel soggetto il desiderio compulsivo o la necessità di interrompere lo sforzo fisico intrapreso.
La componente psichica dell’affaticamento pare anche dovuta alla specifica attività neurotossica dei cataboliti acidi formati nei muscoli e convogliati quindi al sistema nervoso centrale attraverso il torrente circolatorio.
Sforzi protratti oltre il limite della fatica fisiologica possono arrecare gravi danni all’organismo, in quanto capaci di produrre spasmi muscolari, disturbi respiratori, aumento della pressione arteriosa, emorragie specie a carico del cervello.
L’allenamento, cioè l’abitudinaria ripetizione di un esercizio muscolare, ritarda la comparsa dei sintomi della fatica.
Ciò è dovuto a vari fattori concomitanti: l’aumento delle masse muscolari, che innalza il livello dell’attività fisica individuale; il migliore rendimento del lavoro dei muscoli, legato alla maggiore perizia con la quale l’esercizio fisico viene compiuto; il più preciso controllo nervoso sui diversi momenti dell’attività muscolare.
Altri termini medici
Bronchiolite
Processo infiammatorio che interessa elettivamente i bronchioli, cioè le diramazioni distali più piccole dell’albero tracheobronchiale. Colpisce generalmente i neonati, i...
Definizione completa
Omozigote
Si dice di ognuno dei due alleli uguali di una coppia presente nel gene che controlla un dato carattere. In...
Definizione completa
Iniezione Periarticolare
Iniezione di sostanze a scopo diagnostico o terapeutico nelle immediate vicinanze (legamenti, tessuti) di un’articolazione....
Definizione completa
CCK-PZ
Sigla dell’ormone tissutale gastrointestinale colecistochinina-pancreozimina (vedi ormoni)....
Definizione completa
Realtà, Principio Di
Nella teoria psicoanalitica di Freud, l’influsso e la percezione del mondo esterno che modificano l’inconscio e le sue pulsioni. Il...
Definizione completa
Gamete
Cellula sessuale prodotta dalle gonadi (ovaio e testicolo), dotata di un corredo cromosomico aploide, che per la specie umana comprende...
Definizione completa
Kernicterus
Ittero neonatale patologico, marcatamente pronunciato soprattutto nel neonato immaturo, con lesioni dei nuclei grigi della base del cervello e disturbi...
Definizione completa
Pneumonectomìa
Intervento chirurgico di asportazione di un lobo o segmento polmonare o di un intero polmone (pneumonectomìa totale). È indicata elettivamente...
Definizione completa
Diamo i numeri
Orgogliosi dei nostri numeri e dei servizi che offriamo.
7650
termini medici
6535
giorni online
633895
